Nel nostro sito internet ci sono numerosi riferimenti al credito d’imposta: è naturale, è ciò di cui ci occupiamo quotidianamente al fianco delle imprese nostre clienti. La gestione di progetti legati progetti di ricerca e sviluppo ci ha consentito di arrivare ad una conoscenza specialistica del tema. Possiamo dirlo senza alcuna presunzione: nel campo del credito d’imposta per ricerca e sviluppo la nostra società ha un team di esperti.

Oggi vogliamo affrontare un tema che crea a volte delle incomprensioni per chi si avvicina a queste dinamiche fiscali: la compensazione.

Nella scorsa settimana, un cliente del basso veronese, azienda di stampaggio plastico con clienti in 4 continenti, ci ha chiesto un supporto relativo alla presentazione di un progetto di ricerca e sviluppo riguardo un innovativo processo produttivo in corso di valutazione all’interno dell’azienda. Il titolare e il responsabile produzione erano entusiasti di raccontarci la loro “creatura”, ma erano molto incerti nel valutare le opzioni date dagli incentivi e agevolazioni.

Il nostro supporto, sia di valutazione tecnico-operativa che amministrativo, è servito a loro per chiarire le idee e per avviare un progetto che li porterà a veder riconosciute tutte le agevolazioni fiscali dovute, secondo quanto previsto dalla legge e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Un punto risultava fuorviante per il titolare dell’impresa: la logica della compensazione. Riteniamo allora che sia utile spiegare brevemente cosa vuol dire credito d’imposta in compensazione.

Una volta svolti tutti i passaggi relativi alla creazione del progetto di ricerca, con il supporto specialistico proposto da BiResearch, il credito d’imposta riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, che deve essere presentato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

ma allora significa che quello che investo in R&S diventa credito fiscale per l’anno prossimo?

ci ha chiesto l’imprenditore. Sì, proprio così. L’ammontare di spesa riconosciuto come credito d’imposta per il progetto di ricerca e sviluppo diventa un credito d’imposta, valido per l’esercizio successivo e compensabile direttamente tramite il modello telematico F24.

Si tratta di un aspetto che molti (spesso anche noi) diamo per scontato, ma che molte piccole aziende non conoscono o non hanno tempo di approfondire.

Con questo post ci auguriamo che altri imprenditori come il nostro cliente trovino la risposta ai loro dubbi, gettando le basi per uno sviluppo degli investimenti.

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